Momenti di ordinari follia

Amando

4.Giugno.2008 0

in Senza categoria @ 16:48

Noi

Da poco ho scoperto che leggi pure qui… così decido di lasciarti un messaggio, per il giorno che arriverai a leggere. Si, perchè vale oggi come varrà sempre…

Mi sei entrato sotto pelle un giorno, per caso, e da quel giorno soggiorni nel mio cuore, senza mai essere invadente, senza mai chiedere nulla. Anzi, sono io che cerco di darti tutta me stessa ogni giorno di più. Perchè te lo meriti, perchè la vita con te è stata difficile e io vorrei, nel mio piccolo, semplificartela il più possibile.

Ogni istante , ogni respiro che faccio con te al mio fianco ha quel sapore in più che non ti so descrivere…vorrei viverti molto di più di quello che riusciamo a fare ora, poichè ogni momento lontano da te è come uno spillo che mi si conficca nel cuore.. un dolore sordo che solo la tua presenza accanto a me riesce a lenire.

Spero di poterti dare tutto ciò che meriti e che tu riesca a trovare in me tutto ciò che cerchi. Ti adoro vita mia, ti adoro dal più profondo del cuore.

Fuochi lontani

25.Aprile.2008 1

in Senza categoria @ 20:45

Come amanti di un gioco pericoloso,cercavano di raggiungere la perfezione che gli avrebbe contraddistinti tra mille corpi senza un colore,tutto c’ò poteva essere raggiunto solo attraverso la loro unione,abbracciati sotto un temporale incessante cercavano di resistere alla tentazione di chiudere gli occhi per darericevere l’ultimo bacio che avrebbe sancito la fine di un amore.Piove sui loro corpi.Piove su quelle giornate trascorse assieme.Piove sui loro sguardi innocenti complici di un amore più grande di loro.Piove su c’ò che è stato,su c’ò che è e su c’ò che sarà.Amaramente non accetto la sconfitta,perché l’ho combattuta contro un avversario che non voleva affrontarmi,come un disilluso ho continuato a bussare a quella porta pur sapendo che ingiustamente mi era stata sbattuta in faccia.Ricordo ancora il calore del tuo corpo sul mio.Ricordo ancora i tuoi occhi che illuminavano i miei giorni.Ricordo ancora il primo bacio.Ricordo ancora l’ultimo bacio.Ricordo ancora la prima volta che abbiamo fatto l’amore.Ricordo ancora la stanza n°23.Ricordo ancora dolci labbra sfiorate,cercate,assaporate.Ricordi che bruciano come fuoco sulla pelle,immagini che prendono vita nella mia testa,odori,sapori,emozioni che scorrono dentro il mio cuore come un film già visto.Sconvolto si, da un sole che pian piano è uscito da quella porta lasciata sbadatamente socchiusa.Passano velocemente queste notti aspettando il postino che mi porti quell’ultima lettera tanto attesa,corrorincorri certezze a cui ero stato abituato dolcemente,mando giù l’ultimo goccio di wisky prima che tutto diventi uno dei tanti ricordi chiusi in quel cassetto ormai strapieno.Anche questa notte sarà come le altre,stessa musica,stesso letto,stessi sogni infranti,stesse lacrime silenziose che scorrono sul mio viso.Mi manchi.si che mi manchi.certo che mi manchi.oddio mi manchi.che sto dicendo!?!mi manchi.lo sai che mi manchi?

“anime che si incontrano, per un fuggevole attimo, ma che basta per sconvolgere la loro esistenza per sempre… le loro vite separate dal destino, che si ricongiungono solo per brevi istanti di pura armonia e perfezione..”

Schegge sparse di passione, scintille che accendono fuochi sotto pelle, elettricità magnetica di sguardi… e poi come apparsa dal nulla una fitta pioggia cala su questi incendi, spegnendo questo calore che rendeva vivi. Non resta altro che cenere, cenere su un cuore ancora dolorosamente pulsante come una coperta a ricordare cosa c’era e cosa ora non c’è più… braci non spente, nonostante l’acqua abbia levigato anche pietre più dure, crepitii sommessi, ma che consentono a queste anime di aggrapparsi a ricordi cristallizzati nel tempo, ferite sanguinanti che rimembrano sogni infranti da un temporale di lacrime.Il sole che riscaldava questi due corpi si è oscurato, lasciando posto solo a buio e ad un incessante acquazzone che tutto lava, tutto spazza via nella sua furia… ogni tentativo è vano, la distanza è ormai troppa, la perfezione tanto cercata è svanita come una nuvola di fumo nel vento…occhi che si chiudono, la voglia di lasciarsi cullare dal silenzio per non affrontare la tempesta che infuria, in questi attimi di vita vissuta fotografati nella memoria, immortali, istanti meravigliosi di condivisione umana, di fusione di membra, di sintonia sinuosa tra organismi.

Nessuno potrà dire ciò che resterà dopo, solo il tempo potrà rivelarlo…quel tempo maledetto che tutto sa ma che niente rivela…

A te, Simone.

Cibo e Sesso

2.Marzo.2008 0

in Senza categoria @ 13:44

cunningham_unmade_w.jpg(risultato finale del test http://www.ridigratis.com/Passatempi/sessocibo/partenza.asp )

DAL TUO RAPPORTO CON IL CIBO SI DIREBBE PROPRIO CHE A LETTO SEI…

 

UN TIPO DOLCE, TENERO E SENTIMENTALE

Sei un tipo dolce, tenero, ami i sapori delicati, l’armonia, la dolcezza. Questo si riflette in una sessualità che cerca l’eccitazione ancor più del godimento. Sei altruista e pieno/a di attenzioni verso il partner. Ti affezioni facilmente, anche se a volte non vorresti, sei sensibile e molto umorale, probabilmente riesci a dare il meglio di te soltanto in situazioni in cui ti senti in qualche modo protetto/a.

Sei un amante duttile, che riesce ad intuire e soddisfare i desideri del partner, con un po’ di esperienza anche a prevedere le sue esigenze e a realizzarle in maniera del tutto spontanea. Non riesci ad importi con decisione nell’intimità, preferisci dire e non dire, far intuire le tue fantasie. Probabilmente non avrai grande affinità con un partner troppo egoista o ribelle perché la tua remissività renderà entrambi insoddisfatti.

Un partner come te attira ed è attirato inevitabilmente da persone altrettanto dolci, questo ti porta ad avere spesso e volentieri coinvolgimenti affettivi nelle tue storie (anche se iniziano solo per sesso). Se riesci a non cadere troppo nell’affettivo o nell’etereo, rischio che in alcuni potresti correre, se non ti lasci guidare troppo dal tuo grande cuore, sarai un amante ancora più piacevole ed eviterai tante fregature che la vita ti piazzerà davanti… ‘Quando si fa sesso, si fa sesso’ e se capisci questa affermazione, si può dire benissimo che una notte con te è garanzia di piaceri quasi tantrici!

PER LEI: La dolcezza è una delle più grandi componenti della femminilità, capire le esigenze di un uomo, farsi trasportare e accondiscendere ai suoi desideri ti renderanno irresistibile, la donna ideale, la donna della vita; l’uomo sotto sotto ha bisogno di una persona che lo sappia ascoltare e capire e di un’amante che lo faccia sentire un grande! Non eccedere in remissività e smielatezza che prima o poi stufano; tira fuori le tue fantasie, magari tra un vezzeggiamento e un altro, nessuno saprà dirti di no se saprai unire alla dolcezza una buona dose di sensualità!


IL TUO PROFILO ASCENDENTE,ovvero la sfumatura più nascosta del tuo carattere, E’:UN TIPO SEMPLICE SEMPLICINO, ANCHE UN PO’ ABITUDINARIO



P.S.:
Da Chez VRS hai speso 126 Euro chi paga?

My generation

26.Febbraio.2008 1

in Senza categoria @ 23:43

cd2.jpg

 

 

Sei cresciuto negli anni ‘90 se…

… ricordi tutti e cinque i nomi delle Spice Girls, costumi orrendi compresi … giocavi al Nintendo 64 … eri un’appassionata di Beverly Hills 90210 … ascoltavi la musica alla radio, massimo col mangianastri! … compravi il calippo fizz alla cocacola e il luke … collezionavi ciucciotti colorati e di plastica … ancora ti stai chiedendo che fine abbia fatto Carmen San Diego … conosci il significato di ‘togli la cera, metti la cera’ … i Power Rangers erano il telefilm più bello del mondo … e subito dopo venivano Otto sotto un tetto e Willy il principe di Bel Air … giocavi con l’hula hop … i pattini avevano ancora quattro ruote NON in fila … guardavi i miei mini pony, Alvin superstar e le tartarughe ninja …. Barbie era ancora sposata con Ken … non esisteva mercoledì senza una copia del Topolino (o Minnie&co o il giornalino di Barbie) … giocavi a Twister (ed eri ingenuo abbastanza da non pensare a strane mosse) … compravi Cioè e andavi orgogliosamente in giro con tutte le cianfrusaglie che vi erano allegate … hai visto Titanic almeno tre volte, di cui due al cinema e di fila … usavi gli orecchini stick di gomma … amavi Blossom e Bayside School … ricordi chi sono i Five e il loro trashissimo video con la sagoma di cartone … non esistevano internet e gli sms e ci si chiamava ancora a casa per mettersi d’accordo per le uscite … mangiavi la girella per merenda … collezionavi i paciocchini! … gli insegnanti ti facevano leggere I ragazzi della via pal, Piccole donne e L’isola del tesoro … hai rivisto mille volte la Sirenetta, La bella e la bestia e Aladdin … giocavi coi Lego e Crystal ball! … ti stai ancora chiedendo come facesse Puffetta a soddisfare le voglie di tutti i Puffi! … non ti perdevi la solita replica natalizia di ‘mamma ho perso l’aereo’ … hai ancora la tua collezione di schede telefoniche…

Lo scopo di questo testo é quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati negli anni ‘80 (anno più, anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l’aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia ‘90, con la mascotte Ciao.

Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.
Siamo l’ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo mangia frutta, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.

Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo riso con Spank, pianto con Candy-Candy, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D’Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.

Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos’è il terrorismo, abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l’hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.).

Siamo la generazione di Bim Bum Bam e del Drive-in.
Gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell’Arca Perduta. Mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto.. Siamo la generazione di Crystal Ball (’con Crystal Ball ci puoi giocare…’), delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a for
ma di mattoncino, dei Puffi, i Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l’Incredibile Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l’ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.
L’ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all’inverosimile per andare in vacanza 15 giorni. L’ultima generazione degli spinelli.

Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:
viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale. Non c’erano i cellulari.
Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. C
i attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è (praticamente )mai infettato. Non avevamo 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet; ce la spassavamo giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità.
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità eabbiamo imparato a crescere con tutto ciò.


Tu sei uno di nostri? Congratulazioni!

Volete la fattura?

10.Febbraio.2008 0

in Senza categoria @ 22:58

acqua.jpg

E son cose che ti cambiano la vita, cacchio!

Tanto per rimanere in tema di “la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo” (e in effetti sono profetica in quanto poi ieri effettivamente ho rischiato di essere investita da una macchina come temevo), oggi mi è toccato iniziare un compito assai ingrato.

Continuando la serie degli aforismi “fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio” e “è uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare”, ho cominciato da brava segretaria tutto-fare del caro amministratore condominiale a fare il giro con la mia fidata – quasi – bicicletta di tutti i condomini nelle vicinanze che sono seguiti dal nostro studio (e badate che sono ben 7, più altri che non sono nel Comune) per segnare le letture del contatore dell’acqua.

Dovete sapere però che in una delle palazzine che gestiamo, c’è il centro estetico della fattucchiera più famosa d’Italia: ebbene si, qui a Carpi (MO) ha sede il centro Teremea di Wanna Marchi!!! E indovinate un po’ dove dovevo recarmi oggi?

Perciò armata del mio fidato mezzo di locomozione, dell’agenda per segnare i dati, nonché di un amuleto antijella recuperato per l’occasione, mi sono fatta coraggio e ho iniziato il mio lento pedalare verso il “nemico” pronta ad affrontarlo a testa alta.

Oddio, una volta arrivata davanti allo stabile, la mia spavalderia ha vacillato un poco, dinnanzi all’idea di avere un faccia-a-faccia con la tipa in questione, con il rischio di sentirle pronunciare la famosa “e alòraaaaaa!” rischiando pure una iattura formato gigante (che già col malocchio di questi giorni, sarebbe solo uno spreco di tempo).

Ma mi son fatta coraggio e sono salita al piano superiore, forte anche del fatto che prima di entrare nella spa (si si, è pure una spa: c’è scritto pure sul loro biglietto da visita), sarei dovuta passare anche in altri due centri: al limite, me la sarei potuta filare in gran carriera! Stoicamente però decido di entrare, male che vada posso sempre saltar giù dalla finestra se dovessi sentire un graffiante “D’acòrdooooooo??????”. Mi guardo attorno con circospezione, ed ecco che arriva questa specie di appendiabiti con i capelli arancio che mi chiede se ho bisogno. Le espongo le ragioni per le quali sono lì mentre con fare disinvolto mi accompagna allo spogliatoio per la lettura del contatore: ci saranno almeno 45° in quel posto, comincio ad avere i miraggi come nel deserto. Fortunatamente però riesco a liberarmi velocemente e a battere in ritirata ancora più agilmente.

E anche per oggi, la mia fatica quotidiana l’ho compiuta.

PS: in effetti la Wannona nazionale non si è vista, ma mi diceva la ragazza – appendiabiti che c’era il capo nella stanza a fianco alla quale avrebbe consegnato il verbale che le ho lasciato… l’ho scampata bella!!!

Pazzia

25.Gennaio.2008 0

in Senza categoria @ 22:45

Gelosia… una malattia che si nutre di se stessa, un circolo vizioso che ti porta all’oblio… si lo ammetto, sono gelosa di te, sono gelosa degli sguardi che ti rivolgono le altre donne, sono gelosa del sole che al mattino ti sveglia e che ti accarezza quando vorrei farlo io al suo posto, sono gelosa del tuo cuscino che ti culla mentre dormi, sono gelosa dell’acqua della tua doccia, perché scivola maliziosa sul tuo corpo, sono gelosa dei tuoi vestiti, perché ti riscaldano al posto mio e ti seguono ovunque, gelosa della tua collana, che ti abbraccia e può sfregarsi sul tuo collo sensuale, gelosa dei tuoi occhiali, così vicini ai tuoi occhi splendidi… potrò mai non esser gelosa pure dell’aria che respiri, che può esser dentro di te?

Questa notte

21.Gennaio.2008 0

in Senza categoria @ 13:20

Cos’è stato quel rumore che mi ha svegliata? Dove sono? Questo non è il mio cuscino… poi sento uno strano calore familiare al fianco, e tutto mi torna in mente…Siamo qui noi due, a riposare assieme, e quel rumore che mi ha destata dal mio sonno sei tu. Non ho bisogno della luce per vedere il tuo sguardo pacifico mentre dormi, mentre sogni di posti lontani da visitare assieme, sentire il tuo respiro regolare che come l’infrangersi delle onde sulla battigia mi culla. Vorrei toccarti, ma la paura di svegliarti è troppa, per cui mi limito a sfiorare i contorni del tuo viso, delle tue labbra, dei tuoi occhi, come per imprimermeli nella memoria e sentirti più vicino quando non sei con me, nei momenti di malinconia in cui vorrei sentire le tue forti braccia strette intorno alle mie spalle, come per proteggermi da tutto il brutto di questo mondo.Come sto bene vicino a te… mi sento in pace, finalmente tranquilla, lontana da ogni preoccupazione e riesco a non pensare ai problemi che mi assillano e attendono. Resterei qui per sempre, fianco contro fianco a guardarci vicendevolmente dormire (si, lo so che quando dormo a volte te ne stai lì a fissarmi, me l’hai detto tu che ti ci perderesti per delle ore).Che ne sapevo io della pace interiore prima di conoscerti? Non ci sono abituata a tutti i complimenti che mi fai, sai? Ma il bello dei tuoi apprezzamenti, è che quando li dici lo fai guardandomi negli occhi, con l’espressione seria come se mi stessi rivelando un segreto preziosissimo. I tuoi occhi… quei tuoi occhi color cioccolato fuso, così dolci e così sinceri che non smetterei di guardarli, che mi dicono a volte ciò che le parole non riescono a fare. Ti sei reso conto che anche tu involontariamente mi hai detto molto di più di quello che avresti voluto, che mi hai detto ciò che il mio cuore agognava di sentirsi dire? Forse no, o forse si. Rimarrò volentieri col dubbio, ma ora so finalmente di certo cosa provi.Mi stai cingendo la vita con un braccio, per attirarmi verso di te e sentire il contatto con il mio corpo, pelle contro pelle, anima contro anima. Ora posso addormentarmi serena, sapendo che al mio fianco ci sei tu.

Ma tu non lo sai

16.Gennaio.2008 1

in Senza categoria @ 21:02

Dolore

Non vuoi che le persone soffrano o piangano per causa tua, ma non capisci che così mi fai star male?

Non dicendomi cosa ti passa per la testa, cos’è che ti rende grigie le giornate, che ti rende triste, mi addolora sentire che ti tieni tutto dentro e che non mi fai partecipe di ciò che ti preoccupa.

Nel tuo volermi proteggere, non ti accorgi checosì mi fai soffrire anche di più.

Il non volermi confidare anche le cose brutte che ti accadono, mi sento messa da parte al tuo mondo.

Ma tu non lo sai. Non posso dirti che questo mi stringe il cuore.

Io non sono solo una simpatica compagnia che ti fa ridere quando tutto va bene, sono anche la spalla cui appoggiarsi quando qualcosa non va, quando sorgono dei problemi e ci sarebbe da risolverli. Perchè dirmi che tutto va bene, se in realtà non è così?

Siamo una squadra, siamo una coppia, siamo due amanti: non capisci che come tu ci sei per me nei momenti bui, io ci sono per te a sostenerti se ci sono delle difficoltà da affrontare? Questo non è voler affrontare i propri problemi da soli, questa è una sorta di egoismo che mi taglia fuori da parte della tua vita.

Ma tu non lo sai, e non lo verrai a sapere.

Mettiamo gli uomini a nudo

8.Gennaio.2008 1

in Senza categoria @ 23:49

boxer-seventies.jpg

Ahimè, riprendere a lavorare è stato nettamente un trauma. Il capo è riuscito a volatilizzare due settimane di riposo mentale con due soli giorni in ufficio. I livelli di stress sono gli stessi dei giorni immediatamente antecedenti alle ferie: oggi ad esempio con la collega stavamo stilando quello che sarebbe potuto essere il kit del perfetto suicida… Ma questa è un’altra storia e ne parleremo in un altro momento.Per fortuna ogni tanto mi salvano da questi malsani pensieri le uscite per le varie commissioni: certo, fa un freddo barbino, e con la bicicletta dalle ruote sgonfie con i freni non propriamente funzionanti, la cosa è un po’ problematica, ma almeno non impazzisco del tutto.È ormai momento di saldi, e in certe vetrine il leit motiv di quest’anno paiono essere le mutande da uomo.Ammetto la mia ignoranza: temo di essere poco aggiornata su questo capo d’abbigliamento. Io pensavo esistessero quattro tipi di intimo maschile: l’intramontabile slip, il pratico boxer, la new entry il parigamba e l’audace perizoma. Certo, vedere un maschietto che al momento clou dello strip ti si presenta con magari un perizoma zebrato, oltre a far scendere il livello di ormoni sotto i piedi ti provoca una istintiva fragorosa risata.Il fatto è che ne esistono, oltre che di tutti i tessuti (vedi i vari latex e organza – ebbene si, ne ho visti di tale materiale in alcuni negozi) anche di tutti i colori e motivi: con i dadi verde acido il didietro, a bande oblique rosa e arancio, con gli orsetti fitti fitti stampigliati su tutto l’indumento.Ovviamente, ognuno ha i propri gusti ed è una cosa che non metto in dubbio, ma un minimo!Inoltre il tutto varia anche a seconda della comodità e della praticità. C’è che sostiene che è un inutile scampolo di stoffa che impedisce alla pelle di traspirare (quindi viva il commando – ovvero senza intimo)(Tom Ford ne è un grande sostenitore – e se qualcuna è appassionata di moda come me, saprà sicuramente chi è), c’è chi invece preferisce il perizoma – e qui come detto, non posso aggiungere commenti in quanto per me un uomo in perizoma fa venire le convulsioni dalle risate: provate a pensare al vostro uomo in un sottile elastico nero che gli gira intorno alla vita (per lo più sotto le maniglie) e gli passa tra le chiappe; i gioielli di famiglia raccolti in un esiguo triangolo di tessuto stretch, magari non unita ma a sottili strisce: una coprente e una di velo -, chi si trova bene con i boxer (anche se da fonti accertate ho saputo che non sempre sono così comodi in quanto i gemellini spesso non stanno al loro posto e rischiano di essere schiacciati tra coscia e gamba del pantalone), chi propende per i parigamba (anche questi possono arrecare problemi: essendo quasi sempre di tessuto elastico, potrebbero leggermente comprimere la virilità maschile rischiando di comprometterne un tantino le funzioni primarie) e chi invece per il classicissimo slip (ma vedere un aitante maschio con addosso gli slip magari bianchi stile mutanda di una volta può provocare moti di ilarità non esattamente appropriati).In sostanza, a voi la scelta, miei cari.. ma evitatemi per favore niente tanga, eh!

Ciao mondo!!

6.Gennaio.2008 2

in Senza categoria @ 22:24

Molto bene.. ho trovato un altro blog dove poter fare danni… olè!

Sana di mente non lo sono, chi mi conosce lo sa.

Ci si sente bella gente, a presto! E non dimenticatevi di visitare www.ara21.org, mi raccomando!! Altrimenti vengo lì e vi picchio, eh?